ABOUT

EURETE (EUropean REporting TEam) è un’associazione no profit che sostiene l’informazione di qualità, unendo i nuovi linguaggi giornalistici al rigore della ricerca.

Nell’epoca del “tutto in tempo reale”, noi abbiamo deciso di concederci il lusso della riflessione e della ricerca accurata. L’obiettivo è quello di capire e raccontare la realtà, utilizzando nuovi e vecchi strumenti.
Per farlo Eurete riunisce professionalità in vari settori: dal giornalismo alla ricerca, passando per il campo della cooperazione internazionale e delle politiche pubbliche e comunitarie.

Raccontiamo di migrazioni, diritti delle donne, religioni, politiche di sviluppo economico e sociale e non solo, cercando di mantenere uno sguardo aperto sull’Europa e sul mondo.

 

LE FONDATRICI

 

Alessandra Cicali

Giornalista pubblicista iscritta all’albo dal novembre 2004, ho iniziato ad occuparmi di cronaca locale ai tempi del liceo. Da allora ho collaborato con varie testate, su carta (Il Sole 24 Ore, La Nazione, Il Corriere di Prato, Doc Toscana) radio-tv e web (San Marino RTV, neodemos.org).

Dopo la laurea in Scienze Politiche, ho iniziato ad occuparmi di sviluppo economico, politiche pubbliche e fondi strutturali, prima per la società di consulenza Hermes Lab (Milano), poi per la Regione Toscana.

Penso che i giornalisti dovrebbero fare la pace con i numeri, per questo mi occupo di datajournalism e di sperimentare nuove applicazioni del “metodo digitale”.

Insieme Claudia Capecchi, ho fondato Eurete. Ci occupiamo di migrazioni, diritti delle donne, lavoro, sviluppo sociale e territoriale. Amo il Mediterraneo, il cioccolato e le vacanze con la mia famiglia. Ho un’isola del cuore: Tavolara.

 


Claudia Capecchi

Dopo aver studiato Scienze Politiche all’Università di Firenze in Italia, ho scelto la mobilità internazionale per sviluppare le mie competenze.

Le mie esperienze professionali in Italia e in Francia mi hanno permesso di specializzarmi negli affari europei e internazionali e mi hanno insegnato ad agire in contesti e situazioni difficili.

Durante questi anni mi sono concentrata sul lavoro di gruppo in contesti multiculturali. Viaggiare in Europa (Germania, Paesi Bassi, Polonia, Irlanda, Inghilterra, Spagna) nel mondo (USA, Tunisia, Marocco, Algeria, Palestina, Israele) ha arricchito un lavoro professionale e personale aperto all’Altro. I miei vari viaggi , i contatti con le autorità nazionali e locali da entrambe le parti della Riva del Mediterraneo, mi hanno permesso di comprendere gli interessi in atto in questi paesi. Mi sono interessata alla storia, alle popolazioni, alle culture, al peso delle tradizioni e della religione, e al modo in cui le informazioni sono trasmesse. Sono convinta che la comunicazione sia una delle principali questioni del nostro tempo. Forma l’immaginazione, insegue i miti nel tempo e li iscrive nella storia e nella psicologia della gente, rafforza gli stereotipi e rafforza la sfiducia, la paura dell’altro. Per prestarsi al gioco di “sensazioni ed emozioni immediate”. È a seguito della copertura mediatica degli attentati in Francia, in Europa e in Medio Oriente, che la voglia è nata di dare voce ad una parola diversa, in grado di comprendere meglio il nostro ambiente e di calmare i nostri gli animi. Amo il buon vino, i ritrovi con gli amici per “rifare” il mondo, le lingue, la lettura, lo sport e il viaggio.